Ginocchio valgo e artrosi: genesi e cura

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Il termine valgismo indica un allontanamento dalla linea mediana di un segmento del corpo.

Tendenzialmente, deviazioni degli assi articolari sono secondari a predisposizioni e sovraccarichi prolungati delle articolazioni, nonostante vi sia la possibilità di avere una predisposizione congenita ad avere lassità legamentosa e quindi a sviluppare alterazioni di questo tipo.

Escludendo l’insorgenza traumatica (fratture, neoplasie ossee, problematiche nell’accrescimento osseo, infezioni e operazioni chirurgiche) le articolazioni più frequentemente colpite sono quelle degli arti inferiori soggette al carico continuo.

Esclusi gravi alterazioni strutturali congenite, un ruolo fondamentale è rappresentato dal sovraccarico articolare asimmetrico per cui le articolazioni si usurano maggiormente in certe zone piuttosto che altre (descrizione di un quadro artrosico in evoluzione): se immaginassimo per esempio l’asse articolare del ginocchio come perfettamente orizzontale, un atteggiamento posturale che sovraccarica la sua parte esterna determinerebbe un’usura e un secondario allontanamento della gamba verso il lato esterno, quindi una deviazione in valgo dell’articolazione stessa.

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L’asimmetria del carico non colpisce una singola articolazione alla volta: la clinica dimostra come un atteggiamento in valgo del ginocchio sia predittivo di una caviglia valga, un piede piatto ed eventualmente di un alluce valgo.

I fattori che “deviano” gli assi articolari fisiologici sono molteplici. Per quanto riguarda i fattori ascendenti, una volta plantare che tende al piattismo del piede farà appoggiare il piede in valgo, con la tendenza ad avere il malleolo interno più basso di quello peroneale alterando l’asse orizzontale dell’articolazione della caviglia e di conseguenza la verticalità della gamba. Il ginocchio vedrà alterati i carichi sul suo asse per modifiche occorse dal basso. Inoltre il piede piatto predispone l’allontanamento del primo metatarso dal resto del piede, portando al valgismo dell’alluce.

A monte, l’anca contribuisce ad angolare il femore: un’articolazione tra femore e bacino con angoli superiori ai 140° (coxa valga) predispone sovraccarichi asimmetrici dall’alto sulla tibia. Squilibri muscolari importanti della muscolatura glutea e adduttoria, avendo questi la forza di creare torsioni in catena cinetica chiusa (quando il piede appoggia per terra e a muoversi è la parte sopra, per esempio in alcuni fasi del passo, della corsa e di movimenti quali squat o accovacciamento), possono alterare i rapporti articolari del ginocchio ed “usurarne” la parte esterna.

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Il sovrappeso ovviamente aumenta il carico articolare: qualora anatomicamente i rapporti siano ottimi, un piccolo squilibrio viene accentuato dal peso eccessivo e dal poco tono muscolare sul quale scaricare le forze.

ginocchio valgo e artrosi

Esercizi di allungamento muscolare, il rinforzo dei gruppi muscolari deficitari, la cura dei gesti motori routinari della vita quotidiana e sportiva ed eventualmente il controllo del peso corporeo possono migliorare e prevenire l’evoluzione del quadro artrosico. In presenza invece di quadri evoluti normalmente, la soluzione chirurgica è quella maggiormente efficace, sempre seguita da un’adeguata rieducazione funzionale.

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dott. Ft. Marco SeginaIMG_7873

Fisioterapista, direttore della sezione Fisioterapia Ortopedica & Coordinatore Scientifico del Poliambulatorio Fisiosan srl

& Dott.ft. Riccardo Ugrin