GINOCCHIO

L′articolazione del ginocchio è formata essenzialmente da tre ossa, il femore (coscia) e la tibia (gamba). Anteriormente partecipa all′articolazione anche la rotula, un osso sesamoide che, oltre a proteggere il ginocchio, facilita l′azione del muscolo quadricipite durante l′estensione della gamba. Un quarto osso sottile posto lateralmente alla tibia (perone) completa l′articolazione.

Tutte le superfici articolari sono rivestite di cartilagine, uno speciale tessuto protettivo che diminuisce gli attriti interni all’articolazione. Un ulteriore protezione da traumi ed usura deriva dalla presenza di due menischi, uno mediale ed uno laterale. Entrambe queste strutture, dalla forma semilunare, funzionano come cuscinetti ammortizzatori, facilitando i movimenti, riducendone l’attrito e proteggendo l′intero ginocchio durante i movimenti.

Un manicotto fibroso, chiamato capsula, avvolge l′intera articolazione, stabilizzandola durante i movimenti. Una membrana, (sinoviale) riveste la superficie interna della capsula e secerne un liquido vischioso che lubrifica e nutre l′ articolazione.

Il ginocchio viene inoltre stabilizzato da quattro robusti legamenti: due laterali chiamati rispettivamente collaterale mediale o interno (LCM) e collaterale laterale esterno (LCL), e due interni detti crociato anteriore (LCA) e legamento crociato posteriore (LCP).

Esistono poi numerose altre strutture anatomiche come borse e legamenti minori che nel loro insieme provvedono ad aumentare la stabilità e la funzionalità dell′articolazione.

 

Traumi e patologie del ginocchio

Proprio per la presenza di numerose strutture anatomiche, i processi patologici a carico del ginocchio sono numerosissimi. Tuttavia, ci accorgiamo che classificare queste lesioni non è poi così difficile. Possiamo operare una prima grande distinzione separando le patologie degenerative da quelle di natura traumatica:

 

PATOLOGIE DEGENERATIVE: a causa di piccoli squilibri muscolari ed articolari, con il passare del tempo e con l′utilizzo ripetuto, il ginocchio va lentamente incontro ad alterazioni più o meno gravi. E′ il caso ad esempio dell′artrosi, una malattia che colpisce e degrada la cartilagine articolare. Altri esempi di patologie che accelerano i fenomeni degenerativi della cartilagine o delle ossa sono: la gotta, la sclerodermia ed il diabete.

Una categoria a parte andrebbe fatta per i processi di natura infettiva (artrite reumatoide) e tumorale. Fortunatamente l′ipotesi che il dolore al ginocchio sia legato a queste malattie è piuttosto remota.

Vi sono fenomeni artrosici che possono insorgere anche prima dei 60 anni, dovuti ad un assetto dell’articolazione non ottimale od a squilibri muscolari:

Queste sono principalmente le:

  • condropatie rotulee
  • degenerazioni cartilaginee femoro-tibiali o femoro-rotulee

 

Una volta entrati nella 3° età invece la maggior parte dei fenomeni dolorosi sono imputabili a situazione di degenerazione “usura” articolare.

È molto importante, in tutte queste patologie e situazioni valutare attentamente i pro ed i contro di un intervento chirurgico, anche perché spesso si possono ottenere ottimi risultati già con un programma riabilitativo mirato.

In particolare nelle artrosi, se causate da un instabilità muscolare queste migliorano molto riequilibrando il lavoro dei muscoli nei confronti di quest’articolazione.

 

PATOLOGIE TRAUMATICHE: nella pratica sportiva il ginocchio è l′articolazione più frequentemente interessata da infortuni. In seguito ad un trauma una o più strutture che lo compongono potrebbero infatti lesionarsi. Spesso tali lesioni alterano i normali rapporti articolari del ginocchio e, se non vengono adeguatamente curate, rischiano, a lungo andare, di dare origine a processi degenerativi (artrosi).

Nell′uomo prevale generalmente l′aspetto traumatico e degenerativo, a causa delle attività sportive e lavorative più pesanti. Le donne sono invece più soggette a problemi dovuti a debolezze o squilibri muscolari; dopo la menopausa il rischio di artrosi aumenta sensibilmente.

Le principali patologie alla quale il ginocchio va in contro sono essenzialmente di origine Traumatica (da adulti) Molto frequenti sono:

  • Traumi distorsivi
  • Lesioni del menisco mediale
  • Lesioni o rotture ai legamenti crociati – collaterali
  • Fratture o lussazioni di rotula
  • Fratture o cedimenti del piatto tibiale

È molto importante, in tutte queste patologie e situazioni valutare attentamente i pro ed i contro di un intervento chirurgico, anche perché spesso si possono ottenere ottimi risultati già con un programma riabilitativo mirato.

 

Riabilitazione precoce:

nella Fisioterapia e Riabilitazione del ginocchio in questi anni sono stati fatti passi da gigante: in particolare le tempistiche e le tecniche adottate sono tali da permettere oggi tempi di recupero decisamente ridotti rispetto a solamente 20 anni fa.

Anche le tecniche chirurgiche hanno sicuramente contribuito a questo miglioramento ma il balzo in avanti è stato fatto grazie a continui aggiornamenti e studi scientifici che hanno dimostrato che l’immobilizzazione prolungata giocava in realtà più effetti dannosi che benefici.

La fisioterapia può essere iniziata infatti, nella maggior parte dei casi, pochi giorni dopo l’intervento chirurgico o l’evento traumatico ed avrà fasi differenti:

  • Recupero della mobilita e mantenimento del tono muscolare nei gradi concessi
  • Recupero della forza ed incremento progressivo della mobilità
  • Ritorno progressivo ai gesti atletici
  • Incremento dei meccanismi di protezione e della propriocettività articolare
  • Ritorno all’attività sportiva o alle attività funzionali al 100%
  • Eventuale programma di mantenimento – monitoraggio a medio-lungo termine

È importante prenotare quindi essere sicuri di avere il prima possibile una visita per poter programmare la fisioterapia in modo da non perdere giornate utili.

Queste giornate di fermo prolungato possono tradursi in più sedute di fisioterapia da dover svolgere poi per recuperare la mobilità articolare e la forza che in ogni giorno di immobilità aumenta progressivamente.

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