RIABILITAZIONE CARDIO RESPIRATORIA

L’esercizio fisico costituisce una componente fondamentale della Riabilitazione Cardio Vascolare.

Secondo molti studi infatti, se svolti correttamente, i programmi di training fisico sono molto utili ad incrementare la tolleranza allo sforzo, controllare i sintomi e controllare i fattori di rischio associati come l’aumento ponderale.

L’intervento riabilitativo classico prevede una fase extra ospedaliera durante la quale il paziente inizia autonomamente un programma di allenamento secondo le indicazioni fornite al momento della dimissione. È facilmente intuibile che, mancando il controllo diretto dello staff medico, il paziente tenda a disattendere alcuni degli obiettivi prefissati.

Per questo motivo ci siamo attrezzati affinché il nostro centro sia in grado di accogliere questo tipo di utenti. Fisioterapisti, Medici, macchinari di medical fitness e sistemi di rilevazione della frequenza cardiaca e della saturazione dell’ossigeno, ci consentono di poter rispondere alle esigenze di pazienti in fase di guarigione, stabilizzazione o di mantenimento.

Il trattamento ha inizio con una valutazione iniziale durante la quale viene individuata l’anamnesi del paziente e si valutano alcuni parametri utili alla programmazione come:

  • età
  • sesso
  • classe di rischio
  • patologie associate
  • situazione muscoloscheletrica
  • terapia farmacologica (in particolare per quanto interferisce con la risposta allo sforzo)
  • risultato del test da sforzo
  • abitudini precedenti in termini di esercizio fisico

 

A questo punto è possibile iniziare con le sedute di Medical fitness assistito durante le quali il fisioterapista crea un programma riabilitativo mirato. Ogni soggetto differisce per condizione

fisica e per le conseguenze della malattia, con le possibili sequele che rendono ancor più necessario personalizzare il protocollo di lavoro.

In generale si prevede una singola sessione di training ha in media la durata di un’ora, in cui sono compresi 10’ di riscaldamento, 40’ di training effettivo e 10’ di raffreddamento (recupero) e Stretching. Periodi più prolungati di esercizio non sono giustificati.

La durata complessiva del programma di training deve essere programmata in funzione degli obiettivi posti per ciascun paziente. I protocolli standard dei principali Centri italiani ed esteri prevedono da un minimo di 12 ad un massimo di 40 sessioni. Affinché si possano perseguire obiettivi concreti la durata ottimale non può essere comunque inferiore alle 6-8 settimane.

A seconda della stabilità clinica del paziente, della sua capacità di monitorare i parametri vitali e della sua abilità con l’attrezzatura in uso, esiste la possibilità di proseguire con delle sedute autonome.

In questo modo il paziente potrà portare avanti il programma creato per lui con i medesimi macchinari medicali specifici e negli stessi ambienti ma con notevole risparmio anche economico (le sedute autonome sono come degli ingressi “singoli” agli ambienti attrezzati del poliambulatorio). Esiste inoltre la possibilità di ulteriori controlli per chiarimenti, ampliamenti o cambiamenti nel proprio programma.

La fase autonoma è una fase studiata appositamente per venire in contro alle necessità del paziente che in questi casi abbisogna di periodi di “trattamento” piuttosto lunghi.

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