Ernia del disco, linee guida su come intervenire

Ogni anno in Italia vengono effettuati circa 30.000 interventi chirurgici per ernia del disco lombare, cioè circa 5 interventi ogni 10.000 persone, con tassi ragionali che variano da 6,9 in Lombardia a 2,5 su 10.000 in Calabria (dati ISS – Istituto Superiore Sanità – 2007): questa variabilità geografica, piuttosto che la diversità nell’incidenza, riflette il disaccordo medico sul ricorso all’intervento.

Al fine di migliorare la pratica clinica e diminuire la frequenza di interventi inappropriati, è stato presentato il Programma nazionale per le linee guida (PNLG) “Appropriatezza della diagnosi e del trattamento chirurgico dell’ernia del disco lombare sintomatica”, cioè un documento che, sulla base delle evidenze scientifiche ad oggi disponili, offre al professionista direttive su come diagnosticare, gestire e trattare il mal di schiena o l’ernia del disco.

Quando occorre intervenire chirurgicamente?

Le linee guida raccomandano di considerare l’intervento chirurgico solo se i sintomi (dolore lombare, radicolopatia, limitazione funzionale) perdurano da più di 6 settimane e il dolore non risponde al trattamento fisioterapico mirato: solo dopo il tentativo riabilitativo, a giudizio congiunto del paziente, del fisioterapista e del medico, si potrà rivalutare la situazione e decidere in merito al proseguo delle cure.

Anche l’età del paziente e i fattori psicologici sono aspetti da tenere in considerazione nella decisione relativa alla chirurgia: sia l’età avanzata che la presenza di disturbi psicopatologici potrebbero infatti influenzare negativamente l’esito dell’intervento.

Inoltre, le linee guida evidenziano che, a distanza di tempo, l’efficacia del trattamento chirurgico è sovrapponibile a quella del trattamento conservativo: il paziente deve quindi essere informato sulla sua condizione, sull’efficacia limitata nel tempo del trattamento chirurgico, sul rischio di complicanze operatorie e di re-intervento, nonché sulle alternative terapeutiche. Per questa serie di motivi vengono sempre consigliati come prima scelta dei trattamenti riabilitativi piuttosto che chirurgici.

A quali trattamenti ricorrere?

Oltre a limitare il riposo a letto al tempo strettamente necessario e ritornare attivi non appena possibile, nelle linee guida vengono raccomandati programmi di riabilitazione multimodali costituiti da esercizi posturali adattati ed esercizi con macchinari specifici.

Concludendo, ogni schiena ha dunque la sua storia e il suo trattamento. Per questo motivo è essenziale sottoporsi ad una Valutazione Funzionale Fisioterapica da esperti nel settore, capaci di programmare, in base al problema, un intervento conservativo che potrà ridurre in maniera importante la disabilità e il dolore.

Per maggiori informazioni, vi aspettiamo al nostro Centro!