FAQ: ernia del disco e operazione

Vi proponiamo delle brevi risposte alle domande che spesso i pazienti ci chiedono riguardo all’operazione all’ernia del disco.

– Qual è il percorso della diagnosi?

Ci si deve basare su tre elementi: anamnesi, diagnostica per immagini e strumentale (TAC, RM) ed esame obiettivo con test clinici di coinvolgimento radicolare (irritativo, deficitario, paretico).

– Quali sono i sintomi che rendono certa la diagnosi?

Mal di schiena, limitazione o impotenza funzionale, dolore, formicolii e/o debolezza ai muscoli e alla zona compressa dell’arto inferiore, infine radicolopatia compressiva sciatica (lungo tutta la gamba) o crurale (lungo la coscia, sulla parte frontale).

images

– Intervento: quando è consigliato?

Nel caso di soli formicolii o dolori, sono più raccomandati trattamenti alternativi all’intervento. Quando si manifestano, invece, deficit motori, il paziente può diventare un candidato ideale per l’intervento. Consigliato qualora si presentasse la sindrome della cauda equina (ovvero comparsa di anestesia nella zona pubica e peri-anale, con perdita del controllo degli sfinteri).

– Quanti interventi vengono fatti all’anno di questo tipo?

La tipologia e la frequenza degli interventi varia in base alle “usanze” e alle regioni: si va dal 6,87 per 10.000 della Lombardia al 2,52 della Calabria. Sul totale degli interventi eseguiti, questi erano per l’88% di discectomia, per il 7% discectomia per cutanea o laser, il 2% di chemonucleolisi e del 2% di decompressione.

– Quali sono i principali fattori di rischio?

Occupazioni sedentarie, sovrappeso, assenza di attività fisica, alta statura, vibrazioni, tempi di guida prolungati e costanti, lavori ad alto grado di sforzo e gravidanze.

herniatet-disc-01-6c-1

– Quali sono le possibili complicanze?

Lacerazione della dura madre, infezioni della ferita chirurgica, il danno alle radici nervose e la discite (infiammazione del disco e delle vertebre adiacenti).

– Si può evitare l’intervento?

Le terapia alternative possono essere di tipo farmacologico (miorilassanti, analgesici e antinfiammatori), oppure di tipo fisioterapico non strumentale. La fisioterapia specialistica può essere efficace per migliorare la funzionalità e la qualità della vita del paziente, oltre che ridurre il dolore.  Ci sono numerose evidenze scientifiche che programmi intensivi di esercizi, effettuati dopo l’intervento chirurgico, possano facilitare il recupero funzionale e il rientro a lavoro, nonché ridurre notevolmente il rischio di re-intervento.

Hai altre domande sull’intervento all’ernia del disco? Non preoccuparti, siamo qui per rispondere a tutte le tue curiosità per fornirti la soluzione più completa ed efficace al tuo specifico caso. Non esitare a contattarci!